L'imperfezione delle meringhe (e un Saint Pierre)

Le meringhe sono belle. Non c'è altro da aggiungere. Anche se non siete dei grandi estimatori, non si può non restare affascinati dagli albumi lucidi che montano e dalla forma leggera, ma concreta, degli "spumini". Mia mamma è la signora delle meringhe, le fa con una semplicità disarmante, le farcisce di panna montata come fosse un gioco da ragazzi. A me non sono mai venute bene, non so cosa mi sfugge in particolare, se la cottura o i tempi, o ancora il modo di creare la forma giusta. Così quando sul meraviglioso libro di Sabrine d'Aubergine, "Fragole a merenda" (nato dal suo blog www.fragoleamerenda.it) di Guido Tommasi editore, ho trovato consigli e racconti su come non farsi intimorire dalle meringhe, ho voluto provare. Merito anche dei 6 (sei!) albumi avanzati dalla ricetta del Saint Pierre, che voleva solo i tuorli. E che dovevo fare, buttarli?

Così mi sono avventurata nelle meringhe, mentre polemizzavo, mi arrabbiavo, facevo le smorfie per capire se la consistenza fosse giusta e Davide ed Emma mi guardavano perplessi e anche un po' intimoriti. Dentro non sono venute perfettamente cotte, ma all'esterno sono belle e il gusto è buono. Insomma c'è molto da lavorare. Perché inutile dire, le meringhe sembrano molto facili, con pochi ingredienti e pochi passi da eseguire. Ma la verità è che, come in tutte le cose semplici (non facili), basta niente per mandare tutto in fumo.

Dopo queste profonde riflessioni domenicali, invece ecco la ricetta del Saint Pierre di Trish Deseine. Stasera lo mangeremo con gli amici storici, una tribù che cresce ogni anno che passa... (aprirò di sicuro il vasetto di Nocciolata, ciao dieta).

COSA SERVE:
250 grammi di farina
150 grammi di zucchero
180 grammi di burro salato a temperatura ambiente
5 tuorli più uno per spennellare la superficie
mezza bustina di lievito

Mettere in una ciotola capiente la farina a fontana. Al centro mettere i cinque tuorli, lo zucchero e lavorare fino a fare delle briciole, poi aggiungere il burro tagliato a dadini e mescolare bene con le mani fino a rendere il composto amalgamato ma non uniforme. Mettere in una tortiera tonda imburrata e spennellare con il tuorlo sbattuto, tenuto da parte. Infornare a 180 gradi per circa mezzora.






Emma in questo periodo è in piena fase "adoro la musica" e quindi, oltre a prenderle libri con gli strumenti, le faccio sentire "roba buona". Ieri grande soddisfazione: in auto con la radio accesa, hanno passato su Radio Capital il singolo Beryl del nuovo album di Mark Knopfler e Emma contentissima ha strillato "Chitarra". E come no? Se non è LA chitarra la sua!




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